domenica 24 luglio 2011

PARLAMENTO ITALIANO CI AVETE ROTTO I COGLIONI!! VOGLIAMO SOLO UNA LEGGE!!!! LEGGETE E FATE GIRARE

Ogni volta che viene detto o proposto o anche solo accenato, la diminuzione dei parlamentari, dei loro stipendi, dei loro vitalizi o dei loro privilegi, la loro difesa (che ormai ci ha rotto i coglioni) è "tutto questo è solo populismo e demagogia".
Però il fatto che a noi ci fanno pagare tutti i loro sbagli, tutte le loro truffe, tutti i loro privilegi, tutti i loro iontroiti, questo non è populismo ma va bene, e di calarsi le braghe come viene chiesto e obbligato a noi a loro neache passa per la testa, anzi se ne comprano un altro paio, SI, CON I NOSTRI SOLDI.
Visto che affrontare uno per uno tutti questi piccoli capitoli riguardanti loro comporterebbe dei tempi assurdi, perchè nessuno di loro vuole levarsi nulla, a noi servirebbe solo una piccola e semplice legge per avere quello che realmente è già nostro o sia il poteredi eleggere chi vogliamo OPPURE NO!
La nostra classe politica è stipendiata da noi, non ce lo dimentichiamo mai, se qualcuno di noi (parlamentari esculsi) a lavoro, lavora male, sia esso dipendente o autonomo, perderà il lavoro e avrà dei danni economici, rischiando anche delle cause per risarcimento, LORO NO, vi sembra giusto?
Noi siamo i loro datori di lavoro e come tali, pagando i loro stipendi, ABBIAMO DIRITTO A LICENZIARLI TUTTI!!!! Se vogliamo essere magnanimi, e mi sembra che lo siamo stat fin troppo, possiamo attendere la fine del loro contratto ma dobbiamo pretendere di avere facoltà di decidere per il futuro! E se vogliono che lo facciamo con le buone quella che adesso vi proporrò come legge sarebbe la soluzione migliore!
Sentire che anche chi non ha problemi finanziari si è ormai stancato delle loro prese per il culo, e vedendo che sempre più persone non hanno niente da perdere, forse tra un pò le idee pacifiche potrebbero essere spodestate da altre.
LA LEGGE, SEMPLICISSIMA
SE ALLE ELEZIONI NON SI RAGGIUNGE IL 50% PIù UNO DEGLI AVENTI DIRITTO AL VOTO, TUTTI COLORO CHE SI SONO PRESENTATI IN QUALUNQUE LISTA, NON SI POTRANNO MAI PIù PRESENTARE PER NESSUNA CARICA POLITICA O PUBBLICA IN NESSUN GRADO DI ESSA. E SI VOTA NUOVAMENTE

E' tanto semplice e basta solo una legge, la scelta è dei cittadini e se non si raggiunge il 50% vuol dire che i candidati non sono rappresentativi del popolo e ce ne saranno altri, almeno la possibilità di cambiare con le buone ce la debbono dare, sta nel loro interesse oltre che nel nostro, perchè se si deciderà di cambiare e non ci sarà la possibilità di farlo con le buone si farà in qualche altro modo e andranno a casa lo stesso!

venerdì 29 aprile 2011

giovedì 28 aprile 2011

PERCHE' NON PAGARE IL CANONE RAI E COSA FARE PER DISDIRLO

L'AVVENTO DEL DIGITALE CI DARA' SOLO UN AIUTO - NON BUTTATE VIA I VECCHI TV PRIMA DI LEGGERE TUTTO FINO IN FONDO E SE NE AVETE UNO IN CANTINA O IN GARAGE CHE NON FUNZIONA DA OGGI VI SARA' UTILE.

I vecchi televisori analogici non riceveranno più il segnale a seconda della Regione: in Sardegna già dal 31 dicembre 2008 si trasmette solo in digitale terrestre. In Piemonte dal 9 ottobre 2009, a Roma e nel Lazio dal 30 novembre 2009 e in Campania dal 16 dicembre. Nel 2010 invece per Lombardia, Piemonte (alcune zone), Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria ed Emilia Romagna. Nel 2011 sarà la volta di Abruzzo, Marche, Molise, Basilicata e Puglia. Fanalini di coda entro il 2012 sono Toscana, Umbria, Calabria e Sicilia.
Chi è in possesso di un televisore analogico, paga il canone RAI e non vuole adeguarsi, può inviare una lettera alla RAI dichiarando di non essere in possesso di un apparecchio televisivo in grado di ricevere il segnale digitale, nè di essere in possesso di un decoder ed invitandoli magari a venire a prendere il vostro vecchio televisore per portarlo in discarica. L’occasione del digitale terrestre è quindi buona per disdire l’abbonamento obbligatorio alla RAI.
La stessa RAI nulla fa per i telespettatori: ad esempio offre dei canali a pagamento nel pacchetto SKY che potrebbe benissimo far vedere ai propri abbonati, invece niente… allora vediamo come spegnere per sempre il canone.
Una cosa è certa se non si possiede un apparecchio televisivo non si è tenuti a pagarlo. Non se l’apparecchio televisivo non è in grado di ricevere il segnale digitale.
La Televisione Italiana è sempre più utilizzata come strumento di potere, alla faccia di qualsiasi libertà e diritto di informazione obiettiva. Vengono opportunamente nascoste o distorte le informazioni più scomode, dando una visione della realtà dei fatti quasi regolarmente deformata a fini di controllo del pensiero.
Ad ogni cambio di governo la prima attenzione è sempre rigorosamente rivolta al rimpasto della dirigenza RAI, perché è da lì che si controllano le informazioni che arrivano alla gente, e da lì si controllano di conseguenza le loro opinioni ed i loro orientamenti politici. Solo il 10% della popolazione si informa infatti anche tramite i giornali (fra i quali almeno c’è qualche rara voce libera), così che l’etere, tutto sotto controllo, è di fatto l’esclusivo detentore dell’informazione.
Oltre al danno la beffa: la RAI si mantiene grazie ad un canone di “abbonamento” obbligatorio (di solito gli abbonamenti sono una libera scelta…) istituito per Decreto del Re Vittorio Emanuele III nel lontano 1938, quando il fascismo era una realtà e non era molto consigliabile criticare le cose poco democratiche.
Non solo, la RAI prende soldi dallo Stato Italiano, vale a dire dalle tasche dei cittadini ancora una volta. E come se non bastasse questo carrrozzone incassa anche gli introiti pubblicitari.
In sostanza è come pagare tre volte per avere in cambio un indecente disservizio.
Pochi sanno però che la RAI deve allo stato il 7% sui canoni per pagare la vera tassa (tassa di concessione governativa). Pochi sanno che per la RAI in passato non ha versato questa tassa e che quindi i cittadini sono obbligati dalla legge a sovvenzionare un PALESE EVASORE FISCALE.
Se a questo punto il vostro fegato è abbastanza ingrossato, togliamoci una soddisfazione, facciamoci almeno un po’ di giustizia:
Disdiciamo il canone ! di certo non falliranno, ma almeno non avremo contribuito a un vergognoso disservizio che ha ben poco a che fare con la vera cultura e la libera informazione.
COME NON PAGARE IL CANONE RAI
Innanzitutto se non avete già l’abbonamento il problema non si pone, se ricevete delle lettere intimidatorie (lo hanno fatto proprio accedendo ai database Sky alla faccia della privacy) ignorateli!
E’ successo che chi ha sottoscritto un abbonamento Sky, magari usando la televisione di un familiare che paga il canone, si è visto negli anni vedere recapitare una lettera dove si intimava a pagare il canone.
Insomma non solo hanno avuto libero accesso al registro clienti di Sky, ma poi hanno ragionato in questo modo: “Se hai sottoscritto un abbonamento a Sky, vuol dire che hai un televisore ed allora devi pagare il canone RAI”. Stessa sorte per nuovi sposi o nuove residenze: “Se ti sei sposato avrai una televisione… ” Anche in questo caso c’è da avanzare qualche perplessità su come possano accedere ai database anagrafici dei comuni.
Quindi se vi trovate nella situazione di ricevere una lettera minatoria quali lettera targata RAI, S.A.T., per quanto minacciose, non abbiate paura soprattutto se non sono Raccomandate, ignoratele. Infatti Ogni tanto prendono l’elenco dei residenti e mandano le lettere a chi non risulta avere un abbonamento, ci provano perché sanno che in molti ci cascano.
Ricordatevi che il vostro domicilio è inviolabile e che nessuno può pretendere di entrare per nessuna ragione senza un mandato (non si è mai visto un Giudice firmare un mandato per cose così ridicole).
Se invece già pagate il cosiddetto “abbonamento” per non pagarlo più le regole del Re (…) non sono praticamente cambiate, l’R.D.L. n. 246 del 21 Febbraio 1938 prevede infatti solo delle possibilità
- suggellazione (sigillazione) dell’intero televisore!
- Cessione del televisore a terzi/dismissione in discarica.
In questo caso è sufficiente inviare una lettera raccomandata A/R indicando i dati del nuovo possessore o detentore con Ricevuta di Ritorno entro il 31 Dicembre. Meglio farlo almeno qualche settimana prima perché in qualche caso hanno avuto il coraggio di contestare che è pervenuta dopo il termine. Possessore è il proprietario, detentore è chi usa l’apparecchio di fatto. Se il televisore è stato venduto andrà il nuovo proprietario, se il televisore è stato consegnato a terzi (ad esempio in prestito), chi lo riceve è il detentore, che deve ugualmente pagare il canone. Le leggi recenti sulla RAI fanno una confusione spaventosa di questi due termini appositamente per far rientrare nel canone qualsiasi ipotesi, anche ovviamente quest’ultima, in barba ad ogni buon senso.
La cosa migliore da fare è andare in discarica consegnare il vostro vecchio televisore e farsi lasciare ricevuta dello smaltimento.
Allegate la ricevuta alla lettera di disdetta, comunicando di non usare più alcun televisore.
Un altro sistema, poco perseguibile, è quello della Suggellazione del televisore versando una cifra (intorno ai 10 €) su quei conti correnti dove si pagano le tasse (a memoria l’ottomila e qualcosa)con la causale “diritti per spese chiusura apparecchio televisivo, ruolo n. XXXXXXX” il numero di ruolo è indicato nel libretto di abbonamento e nei bollettini di pagamento del canone.
Raccomandata con Ricevuta di Ritorno, al solito indirizzo: S.A.T. – CASELLA POSTALE 22 – 20121 TORINO con il seguente testo:
Spett. S.A.T. – CASELLA POSTALE 22 – 20121 TORINO
Il sottoscritto chiede la cessazione del Canone TV (N° di Ruolo …………………….. ) perchè ha dismesso il proprio televisore detenuto presso la propria abitazione. A tale scopo allego attestato di dismissione del Televisore in discarica e il numero di ruolo dell’abbonamento. Dichiara altresì di non essere più in possesso del libretto di abbonamento e chiede a norma degli art. 2 e 8 della L. 241/1990 quale procedimento amministrativo intende seguire la S.A.T. ai fini del completamento di quanto disposto dall’art. 10 del R.D. n. 246 del 21/02/1938.
Cognome ………………………………………………….. Nome…………………………………………………..
Via …………………………………………….. Città …………………………………………….. CAP ………….
Data ……………………………….
Firma ……………………………….

domenica 24 aprile 2011

GLI AUTOVELOX SONO FUORILEGGE

NON DANNO LA PROVA DELL'INFRAZIONE E MISURANO MALE, LO DICE LA CASSAZIONE.
ECCO COME FARE RICORSO.

Gli autovelox sono fuorilegge. Sì, perché non funzionano come prescrivono le norme: invece di  riprendere “in flagrante” il veicolo che corre troppo, in ogni istante della violazione, fanno la foto solo alla targa. Mentre la legge prevede che immortalino l'eccesso di velocità nel momento in cui si compie, dando così la prova dell'infrazione.
Infatti, “la violazione deve essere documentata con sistemi fotografici, di ripresa video o con analoghi dispositivi che consentano di accertare le modalità di svolgimento dei fatti costituenti illecito amministrativo, nonché i dati di immatricolazione del veicolo ovvero il responsabile della circolazione” (articolo 4 comma 3, legge 168 del 2002). E invece le macchinette sparamulte beccano solo la targa subito dopo che è stata rilevata la velocità. Perciò molti guidatori hanno già vinto e continuano a vincere i ricorsi contro le multe, accompagnati da Carlo Spaziani, che da una vita fa il Vigile urbano a Roma e che al rispetto del codice della strada ci tiene, ma nell'interesse di tutti, soprattutto adesso che questi aggeggi sono usati per spremere sempre più quattrini alla gente in tempi di magra per le casse pubbliche. Spaziani ha messo in piedi il sito internet autoveloxko.it che sta mettendo al tappeto i professionisti della multa. «A parte il Safety Tutor (SicVe) sui tratti di lunga percorrenza, come nelle autostrade, si può fare ricorso contro tutti gli autovelox» spiega Spaziani, ormai noto in tribunali e prefetture di tutta Italia.
A confermare l'inadeguatezza di questi apparecchi è anche una sentenza – pressoché ignorata - della Suprema Corte di Cassazione, la numero 14514 del giugno 2009, ma pare nessuno se ne sia accorto. «E invece è una bomba! - dice ancora il Vigile amico degli automobilisti –: ribadisce che l'accertamento della velocità può legittimamente avvenire con sistemi elettronici di rilevamento anche in assenza dell'operatore e senza contestazione immediata, “purché il dispositivo utilizzato consenta la registrazione fotografica completa dell'evento e sia data obbligatoriamente informazione agli automobilisti. Solo l'osservanza di tale obbligo costituisce requisito di legittimità della contestazione differita”». Cioè la multa che arriva a casa è valida soltanto se ci fotografano o ci filmano “al fotofinish”, in tutto lo spazio controllato dall' infingardo apparecchio. «Registrazione completa dell'evento – chiarisce Spaziani – significa che va fatta dal momento della misurazione della velocità fino ai dati di identificazione del veicolo, cioè la foto della targa, pertanto non è sufficente la sola foto di quest'ultima».
Quindi tutti gli autovelox andrebbero sostituiti con altri conformi alle prescrizioni di legge. Possibile che uno scoop così sia sfuggito? «Non è che sia sfuggito, ma il fatto è che dà fastidio – sottolinea il paladino dell’antimulta -: ve l'immaginate cosa significa per le amministrazioni dover ritirare questi apparecchi? Dovrebbero rivedere l'intera normativa o sostituirli tutti». Anche perché non garantiscono la perfetta rilevazione del tempo e perciò della velocità. Hanno un margine di errore che supera quello ammesso dalla legge, che è del 5%. Basta un millesimo di secondo e 130 chilometri orari diventano 143 km/h, cioè quasi il 10% di errore. E giù centinaia di euro di multa! A gennaio una ditta si è vista recapitare un verbale perché un proprio mezzo correva a 1.230 km/h, oltre la velocità del suono. Un jet in strada? Un bolide da Formula Uno? Forse un Ufo? No, un furgoncino Fiat Doblò fotografato dalla Municipale di Oria, in provincia di Brindisi. Simili errori capitano più di quanto si immagini. «Anche in questi casi i nostri ricorsi vengono accolti, tanto che il telelaser, l'autovelox a pistola, è risultato inaffidabile nel corso di un processo», ribatte Spaziani, che ha fatto fare delle perizie da esperti che “smontano” l'attendibilità di questi aggeggi. Chiunque può inviare i dati (generalità, veicolo, numero verbale, ecc.) al sito http://www.autoveloxko.it/ che compila il modulo per il ricorso, senza scopo di lucro. Basta versare 10 euro sul conto corrente dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Per le multe ricevute a casa basta citare la sentenza sopra citata

OCCHIO ALLA MATRICOLA TAROCCATASu ogni multa dev'essere indicato il numero di matricola e specifica autorizzazione dell'autovelox che ha rilevato l'eccesso di velocità. Ma c'è chi tarocca tali dati, per aggirare la mancata autorizzazione del Prefetto. Ci sono amministratori pubblici che fanno clonare gli autovelox: praticamente usano il numero di matricola di un apparecchio autorizzato su uno non autorizzato.  Ad esempio, è stato scoperto che in un Comune sardo vi era un apparecchio “gemello” con stesso  numero di matricola di un altro esistente in Lombardia.
E SE TU AVVISI CHE C’È L’AUTOVELOX RISCHI LA GALERAChi cerca di avvisare che c'è un autovelox, anche lampeggiando con i fari, rischia la detenzione fino ad un anno (o 5 anni per i capi, promotori od organizzatori) per interruzione di pubblico servizio. Lo ha deciso la suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 6890 del 19 febbraio 2007. L’uso intermittente dei fari abbaglianti è consentito solo per motivi di sicurezza stradale, ad esempio di notte per segnalare al veicolo che precede l’intenzione di sorpassare. Però, per il fatto che gli autovelox attualmente in uso non rispettano la legge e appioppano multe ingiuste, nessuno prende provvedimenti.

FONTE: http://www.ioacquaesapone.it/

venerdì 15 aprile 2011

IN FRANCIA 100 INCIDENTI NUCLEARI L' ANNO

E' un articolo del 2008 ma voi lo sapevate? leggete e saprete il perchè
 
L'incidente avvenuto nell´impianto nucleare di Tricastin in Francia, il 23 luglio, e che ha causato la contaminazione di un centinaio di lavoratori, è il terzo in 15 giorni sul territorio francese. L´Autorité de sûreté nucléaire si è immediatamente precipitata a classsificare "provvisoriamente" l´incidente a livello zero. Uno zero che si traduce, secondo l´Edf, in 39 persone che presentano tracce radioattive inferiori alla soglia di analisi et 61 che presentano «delle deboli tracce di irraggiamento, inferiori quattro volte al limite regolamentare».

Ora in Francia ci si chiede se davvero tre incidenti in una settimana siano una cosa così rara e se siano davvero incidenti di tipo 1 o 0. E se l´Autorité de sûreté nucléaire (Asn) dice che incidenti di questo tipo se ne contano in Francia almeno 100 all´anno, perché vengono fuori solo ora e con tanto clamore? E perché fino ad oggi tutto è passato sotto silenzio?
Quel che si comincia a capire e che l´immagine "sicura" del nucleare francese è in realtà frutto di una politica che manca di trasparenza e di un´opacità dell´informazione di lunga data.


Il capo di Areva, Anne Lauvergeon, è arrivata a deplorare la troppa attenzione intorno agli incidenti nucleari: "Se ogni volta che siamo trasparenti provochiamo paura, c´è un problema". Forse il problema è che il nucleare non è stato finora trasparente e che trasparenza non è sinonimo di innocenza, soprattutto se le informazioni sugli incidenti si è cercato prima di nasconderle e poi si sono date con un contagocce pieno di tranquillanti. Come ha detto l´Haut comité pour la transparence et l´information sur la sécurité nucléaire (Hctisn) in occasione del primo incidente a Tricastin, "non solo la procedura di dichiarazione alle autorità è stata fatta in tempi anormalmente lunghi, ma soprattutto la qualità dell´informazione data non è stata assolutamente in linea con l´avvenimento".

Oggi si scopre che quelli che l´Asn definisce "incidenti di livello 1" sono stati ben 86 nel 2007 e stavolta sono venuti a galla solo perché qualche giornale se ne è inopinatamente interessato, tanto che un infastidito e profetico ministro per l´ecologia Jean-Louis Borloo, ha detto il 18 luglio ai giornalisti che «se montate di vedetta ogni volta che si produce un incidente di livello 1, dovrete farlo ogni 3 o 4 giorni!», insomma attenti alla troppa informazione ed alla psicosi.

Fonte: Greenreport
 

martedì 12 aprile 2011

RIMBORSI ELETTORALI TUTTO IL GOVERNO E' UNITO ANCORA UNA VOLTA, LEGGETE PERCHE'

L’ultima genialata del nostro Parlamento, tra una proposta di abolizione dell’antifascismo e l’istituzione degli eserciti regionali, è un disegno di legge che prevede il raddoppio delle spese a carico dei contribuenti destinate all’attività politica. Ma c’è ancora di più, in spregio alle tasse, alla crisi economica che grava sulle famiglie, oltre che all’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti approvata da un referendum popolare nel 1993, e sempre aggirata dai nostri astuti governanti, questa legge dovrebbe estendere il rimborso elettorale a tutti i partiti che superino la soglia dell’1 per cento in qualsiasi tipo di elezione, mentre vorrebbe stanziare 185 milioni l’anno per le fondazioni culturali legate alle forze politiche.

A dimostrazione di come il Partito degli Arraffoni sia assolutamente trasversale, accanto al primo firmatario della legge Ugo Sposetti del Pd, abbiamo ben 56 deputati di tutti gli schieramenti che appoggiano l’iniziativa: molti Pd, cinque Pdl, l’Udc Savino Pezzotta, il Responsabile D’Anna, l’Idv Di Stanislao e il girovago Luca Barbareschi, di cui non si contano più i partiti d’appartenenza in questa legislatura. Secondo Il Fatto Quotidiano, il primo a riportare la notizia, il conto arriverebbe quindi a superare i 350 milioni di euro. Assolutamente da incorniciare sono le giustificazioni di Sposetti per questa proposta che inevitabilmente suscita malumore tra i cittadini, ve le citiamo a raffica perché sono perle di saggezza da tramandare ai posteri: ‘I partiti possono esistere anche senza democrazia. Ma non esiste una democrazia senza partiti‘. E poi: ‘Chi fa demagogia per i soldi della politica si vada a vedere quanto spendono Francia e Germania‘. Ma ecco la più bella: ‘Questi soldi non sono troppi. Perché altrimenti governeranno sempre i partiti dei ricchi, e i Berlusconi ve li tenete per i prossimi 20 anni‘.

Se ci fosse ancora il ruolo di buffone di corte, Sposetti sarebbe il candidato numero uno: purtroppo c’è ben poco da ridere, e ancora una volta i cittadini assistono inermi ed impotenti all’ennesima manifestazione di arroganza della politica italiana. Non sappiamo se la legge alla fine verrà bloccata in Parlamento, ma per una proposta bocciata ne spunterà dal cassetto subito un’altra. Loro non si fermeranno, ma noi resteremo ancora a lungo a guardare?

Insomma a noi aumentano la benzina e i loro sacrifici sono raddoppiarsi i rimborsi e farli avere ancora a più partiti! Vergogna!

lunedì 11 aprile 2011

ELENCO COMPLETO PROCEDIMENTI A CARICO DI SILVIO BERLUSCONI

Elenco riassuntivo

PER INTERVENUTA PRESCRIZIONE DEL REATO



  • Lodo Mondadori
    corruzione semplice




  • All Iberian 1
    finanziamento illecito ai partiti




  • Processo Lentini
    falso in bilancio






  • PER INTERVENUTA AMNISTIA



  • Falsa testimonianza



  • Acquisto dei terreni di Macherio
    falso in bilancio (primo capo di imputazione)






  • SENTENZE DI ASSOLUZIONE

  • All Iberian 2
    falso in bilancio, assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato in seguito alle riforme del Governo Berlusconi II



  • Processo SME
    corruzione giudiziaria, assolto per insussistenza del fatto



  • Tangenti alla Guardia di Finanza
    assolto per insussistenza del fatto, anche grazie alla falsa testimonianza dell'avvocato David Mills[1]



  • Medusa cinematografica
    falso in bilancio, assolto in quanto per la sua ricchezza potrebbe non essere stato al corrente dei fatti contestati[2]



  • Sme-Ariosto 1
    corruzione giudiziaria nei confronti di Renato Squillante, assolto per insussistenza del fatto



  • Sme-Ariosto 2
    falso in bilancio, assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato in seguito alle riforme del Governo Berlusconi II



  • Acquisto dei terreni di Macherio
    imputazione per appropriazione indebita, frode fiscale, falso in bilancio (secondo capo di imputazione)






  • PROCEDIMENTI ARCHIVIATI

  • Spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest



  • Traffico di droga



  • Tangenti fiscali Pay-tv



  • Stragi del 1992-1993
    concorso in strage



  • Concorso esterno in associazione mafiosa
    imputato assieme a Marcello Dell'Utri per riciclaggio di denaro sporco



  • Caso Saccà
    indagato per corruzione e istigazione alla corruzione



  • Abuso d'ufficio






  • PROCEDIMENTI IN CORSO

    • Prostituzione minorile, per i presunti rapporti sessuali che avrebbe intrattenuto fra il febbraio e il maggio 2010 con tale Kharima el Marhoug, minorenne all'epoca dei fatti
    • Concussione aggravata nei confronti di funzionari della Questura di Milano per ottenere il rilascio di Kharima el Marhoug, trattenuta negli uffici di polizia nel maggio 2010 perché accusata di furto, e il suo affidamento alla consigliere regionale lombarda del Pdl Nicole Minetti
    • Concussione e minaccia a un corpo politico amministrativo e giudiziario, inchiesta di Trani per le pressioni esercitate sul Presidente dell'AGCOM
    FONTE ELENCO WIKIPEDIA

    Giudicate e commentate voi, se è un Santo o un Criminale